LA CREAZIONE DI UN’ICONA

Conosciamo tutti Seiko, azienda giapponese fondata nel 1881 ma forse non tutti conoscono una delle più iconiche creazioni della Maison, il Seiko Alpinist.

Quest’orologio nacque nel 1961 proprio per essere consegnato, come dice la parola stessa che contraddistingue il nome affibbiatogli, agli scalatori giapponesi. A mio avviso si usa il termine “Alpinist”, anche da Seiko, impropriamente in quanto inglesizzato dal giapponese Yama-Otoko (山ー男), che letteralmente significa uomo di montagna (per gli alpinisti secondo me si dovrebbe far riferimento alle Alpi, ma questo è un argomento diverso).

Il primo Seiko Alpinist
Seiko Laurel Alpinist

La produzione dell’Alpinist, come detto prima, inizia nel 1961 con il Laurel Alpinist per finire, con la serie SARb e ai giorni nostri con SPB1.

In realtà la collezione Alpinist durò dal 1961 al 1964 (con l’Alpinist Champion 850 e 850 Gold) per poi interrompere la serie che riprese solo nel 1995 con quello che venne chiamato “Red Alpinist” (per la scritta rossa sul quadrante).

Nonostante gli ultimi prodotti della gamma SARB siano ormai fuori collezione da un po’, non è difficile riuscire a trovarne di nuovi in commercio; questa serie è formata dai SARB013 (quadrante crema), SARB015 (quadrante nero) e il più famoso e riconosciuto SARB017 (quadrante verde).

SARB017, il precedente Alpinist
Seiko SARB017

Attualmente, il rifacimento dei modelli contrassegnati dalle referenze SARB, sono in collezione all’interno della linea “Prospex Terra” con le varianti SPB117J1 – SPB119J1 – SPB121J1.

Seiko SPB121J1 (il nuovo Alpinist)

L’evento che più di tutti rese questo orologio popolare fu l’utilizzo di una ghiera interna con bussola, equipaggiamento presente su tutti gli Alpinist dal 1995 mentre toccata e fuga fu la creazione di uno con meccanismo GMT che montavano un calibro 8F56 fino alla sua scomparsa con i primi SARB.

Ovviamente la storia di questo segnatempo meriterebbe un intero articolo e in questo, nonostante le mie considerazioni personali sul nome utilizzato, vorrei solo introdurre l’orologio di cui parleremo maggiormente in dettaglio, ovvero il nuovo modello SPB121J1.

LE CARATTERISTICHE

La lavorazione completamente lucida con parti satinate sulle anse di una cassa in acciaio dalle dimensioni di 39,50 mm di diametro e 13,20 mm di spessore, denotano una qualità abbastanza elevata, considerando altri prodotti della casa giapponese.

nuovo Seiko Alpinist

Questa cassa ha una forma tradizionale che però si distingue molto per via delle spallette proteggi corona a ore 3 e per la presenza di una seconda corona a ore 4 alla quale è affidato il compito di regolare la ghiera della bussola interna.

nuovo Seiko Alpinist

Sulla parte frontale possiamo notare una lunetta bombata che racchiude al suo interno un vetro zaffiro antiriflesso con lente magnificatrice; dettaglio introdotto proprio su questo segnatempo che, a mio giudizio, sporca notevolmente il quadrante e non mi piace molto.

Le forme rimangono quelle del SARB017 seppur lievitate soprattutto dal punto di vista dello spessore.

nuovo Seiko Alpinist

L’impermeabilità è rimasta invariata, 200 metri, garantita sia dalla corona che dal fondello a vite; fondello a vista che mostra il movimento.

QUADRANTE E BRACCIALE

Dal punto di vista del quadrante, non è cambiato molto dall’impostazione passata; Sul bel verde sunburst troviamo le indicazioni della bussola sulla parte più esterna per poi avvicinarci verso il centro con un rehaut dei secondi sul quale, a intervalli di cinque minuti sono presenti degli indici con dot luminescenti. Man mano che ci avviciniamo sulla parte centrale è impossibile non notare il giro delle ore con numeri arabi e indici alternati di colore oro.

nuovo Seiko Alpinist

Anche su questa versione, le sfere riflettono la precedente, in stile skeleton con dettagli dorati e materiale luminescente Lumibrite.

La differenza sta nella finestra data di colore bianco (nella precedente era di colore nero) esaltata dalla lente magnificatrice.

La nota dolente riguarda il bracciale che, seppure presenta un buon livello qualitativo della sua tripla chiusura pieghevole, di certo non brilla per la qualità del pellame di vitello, buono ma non troppo.

IL MOVIMENTO

Come molti altri Seiko di fascia intermedia, il movimento in questione è il 6R35, un calibro di 27,40 mm di diametro e dallo spessore di 5,25 mm e che, come quello del precedente Alpinist (il 6R15), è dotato di Diashock per incrementare la resistenza agli urti.

nuovo Seiko Alpinist

Anche questo dotato di fermo macchina e possibilità di carica manuale oltre che automatica con rotore bidirezionale.

Conta al suo interno 24 rubini e con un numero di 21.600 alternanze l’ora, garantisce una riserva di carica di circa 70 ore, non male.

CONCLUSIONI

Innovazione dal punto di vista del design ce n’è poca rispetto al più vecchio SARB017.

Praticamente è il rifacimento del vecchio SARB con dettagli che secondo me avrebbero potuto benissimo essere evitati, come la lente magnificatrice e il colore bianco della finestra data. Vero è che qualora tutto fosse rimasto immutato, l’orologio non si sarebbe chiamato con la nuova referenza e avrebbe avuto il solito vecchio nome SARB con la sola modifica della scritta sul quadrante, che adesso porta la scritta Prospex.

Le forme sono molto belle e pulite e rendono l’orologio adattabile a diversi contesti. Non é né un dress watch, né un tool watch; io lo definirei un orologio smart, casual e, cambiando il cinturino in dotazione, perché no, anche sportivo. Tra le cose che mi piacciono meno, oltre a quelle citate, c’è proprio il cinturino; ne avrei preferito uno in vacchetta marrone.

Diciamo che la nuova configurazione del Seiko Alpinist non mi convince molto e il prezzo di 699 euro me lo fa preferire ancora meno. Secondo il mio giudizio personale, meglio la versione precedente, il buon vecchio SARB017.

Se vuoi dare un’occhiata al precedente SARB017 e acquistarlo, puoi farlo qui

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