È meglio un orologio con movimento al quarzo oppure uno meccanico?

Questa è la classica domanda che si pone chi inizia a scoprire la propria passione per gli orologi e decide di cominciare anche una collezione.

I pareri e le risposte sono sempre contrastanti, c’è chi preferisce i quarzi e chi i meccanici ma come al solito, la risposta sta nel mezzo. Tutto dipende da ciò che si ricerca in un orologio.

La differenza tra i due tipi di movimenti c’è eccome.

IL MOVIMENTO AL QUARZO

Movimento al quarzo Miyota

Un movimento al quarzo è un insieme di circuiti stampati, alimentati da una batteria, che convertono le oscillazioni di un quarzo sintetico che fanno muovere un motorino che a sua volta da l’input alle lancette. Tutta la descrizione del movimento si esaurisce qui. Si potrebbe allungare il discorso con l’introduzione della carica a luce solare, con Maison come Citizen e Seiko in prima linea, che sostituisce la funzione della batteria per far posto alla ricarica per mezzo di luce solare ma il funzionamento è identico.

IL MOVIMENTO MECCANICO

Movimento meccanico Sellita Sw200

Dall’altro lato, un movimento meccanico è composto da un insieme d’ingranaggi di diverse dimensioni la cui azione viene stimolata dal bariletto, una sorta di cilindro dentato al cui interno c’è una molla che si carica convergendo al centro e dà energia col suo rilascio. Questa energia viene trasmessa alla ruota di scappamento attraverso l’ancora (che produce il classico ticchettio del movimento) che a sua volta fa muovere il bilanciere in modo uniforme. Quest’ultimo ha all’interno una spirale sottilissima che si stringe e si allarga facendolo muovere in entrambe le direzioni a una certa frequenza di oscillazioni.

Inoltre, per precisare, l’azione del bariletto può essere stimolata dalla corona di carica, nel caso di movimenti manuali; dalla massa oscillante, nel caso di movimenti automatici oppure da entrambi, come nel caso di movimenti automatici a carica manuale.

CONSIDERAZIONI PERSONALI

Si capisce come dietro al movimento meccanico c’è una filosofia, un impegno nell’assemblaggio dei pezzi che lo compongono e una sapiente pazienza nella composizione. La sfida ingegneristica nella realizzazione dei movimenti meccanici consiste nell’introduzione di maggiori e più impegnative complicazioni. Perché si, anche tra i movimenti meccanici c’è una grandissima differenza. Troviamo movimenti di base, montati in orologi dal costo basso; movimenti di livello medio che presentano anche un diverso grado di decorazione (come il Côtes de Genève o il Perlage); movimenti, infine, la cui meraviglia consiste nella realizzazione di complicazioni di livello superiore, nella decorazione di pregio e nel design che regala alla vista una piccola meraviglia di micromeccanica.

Anche per i quarzi esiste un diverso livello di decorazione ma questa non aggiunge nessuna funzionalità nuova al movimento.

PREGI E DIFETTI

Tra i pregi dei quarzi di sicuro c’è la maggiore precisione e affidabilità rispetto ai meccanici, il minore bisogno di cure, il costo nettamente più basso e la comodità d’indossarlo senza preoccuparsi troppo di verificare la riserva di carica e non hanno difetti intrinseci.

Tra i pregi dei movimenti meccanici posso sicuramente citare la manifattura e l’arte ingegneristica ma purtroppo, rispetto ai quarzi sono meno precisi, hanno bisogno di maggiore cura e manutenzione.

CONCLUSIONI

La sfida tra i due movimenti si protrarrà nei secoli perché sia i meccanici, sia quelli al quarzo hanno i propri estimatori come molti sono i detrattori chi dell’uno, chi dell’altro.

Chi sceglie un movimento meccanico lo fa per una questione di cuore, per distaccarsi dalla freddezza di un movimento al quarzo; chi sceglie quest’ultimo, invece, lo fa per comodità e per evitare la manutenzione che un meccanico necessita.

Come sempre, la verità sta nel mezzo e quindi, meglio avere in collezione sia orologi meccanici che al quarzo in modo da poter dire di appartenere alla categoria degli appassionati di orologi in generale.

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