Junghans Max Bill Chronoscope

ESSENZIALITÀ BAUHAUS

Max Bill: essenzialità Bauhaus

Disegnato dalle sapienti mani di Max Bill, architetto e designer svizzero (1908-1994), uni dei principali protagonisti del movimento di design modernista in Europa. Lo Junghans Max Bill Chronoscope racchiude tutta l’essenzialità Bauhaus tipica di questo stile pur esaltandone la forma, pulita e minimal.

Per essere precisi, questo modello non è stato disegnato direttamente da Max Bill ma ne riprende le forme originali degli orologi disegnati da lui stesso.

Max Bill, partito alla fine degli anni 50 con il suo primo design di orologio da parete, si sposta agli inizi degli anni 60 su quelli da polso e giunge ai giorni nostri con questo pezzo di semplicità moderna. Tutto sembra studiato nei minimi dettagli e nulla sembra essere fuori contesto o mancante…anzi si, qualcosa manca ma lo vedremo in seguito.

IL DESIGN E L’ASPETTO

Disponibile in 7 combinazioni di quadranti e cinturini, si presenta con la cassa in acciaio da 40mm di diametro e uno spessore di 14,4mm, un lug to lug di 42mm e una larghezza delle anse di 20mm.

Guardando la cassa dall’alto possiamo notare come il suo profilo sia davvero minimo, senza lunetta a sottolineare lo stile minimal dell’orologio. Lo spessore, seppur notevole, viene abilmente mascherato dalla lavorazione della cassa che si restringe sul fondello camuffando con grande perizia l’ingombro al polso; indossandolo, si riesce a scorgere una carrure abbastanza sottile.

Fondello Max Bill

Il fondello del Junghans Chronoscope, sempre in acciaio è serrato con cinque viti e riporta al centro la firma dell’architetto Max Bill.

Molto belli sono i pulsanti a pompa adottati per azionare il cronografo posti alle due estremità, mentre al centro troviamo la corona di carica, a pressione e senza logo Junghans ma credo che su un orologio del genere, famoso per il minimalismo, possiamo fare un’eccezione. Anche la scelta della corona a pressione e non a vite sia corretta in quanto il Chronoscope non è un orologio fatto per le giornate a mare; l’impermeabilità dichiarata è di soli tre bar.

vetro Max Bill

Il vetro utilizzato su questo orologio è plexiglass con un trattamento indurente che lo dovrebbe rendere resistente ai graffi. Un particolare da notare è la sua bombatura molto evidente.

Cassa, fondello e vetro, visti come un tutt’uno, restituiscono quella forma classica a “disco volante” che i designer di Junghans hanno saputo interpretare magistralmente. Magistrale è pure il design delle anse, così corte da sembrare che non ci siano.

IL QUADRANTE

Quadrante 1

Tipico dello stile Bauhaus, anche il quadrante di questo orologio è semplicissimo nella forma. Numeri arabi di grande dimensione e curvatura sui bordi sono le caratteristiche principali che rendono la leggibilità davvero ottima e piacevole. Il rehaut si presenta con gli indici dei secondi (indici corti) e quelli delle ore (indici più lunghi) in corrispondenza dei numeri. Davvero molto bello anche il font utilizzato, un minimal che non stanca mai.

Il quadrante di questo Junghans Max Bill Chronoscope presenta due contatori, disposti in maniera verticale, rispettivamente dei trenta minuti cronografici sopra e delle 12 ore cronografiche sotto.

Ricordate sopra quando ho detto che mancava qualcosa? Ebbene sì, manca la lancetta dei secondi continui. Le tre lancette a bastone presenti, arricchite di materiale luminescente, sono delle ore, dei minuti e dei secondi cronografici. Personalmente, trovo davvero bello vedere la lancetta dei secondi che si muove in maniera continua; secondo me è un dettaglio che dovrebbe essere sempre presente su un orologio automatico ma ovviamente sono gusti personali. Un dettaglio di rilievo deve essere menzionato, ovvero la parte ricurva delle lancette sul finale che fanno in modo di riempire il quadrante.

Tornando alla descrizione del quadrante, un altro dettaglio mi fa storcere il naso. A ore 3 è presente la finestrella del giorno e della data ma solo sulle versioni con quadrante diverso da quello bianco a eccezione della versione bianca con cassa annerita in PVD. La finestrella del giorno, qualora la versione scelta la preveda, può essere in lingua inglese o tedesca.

IL CINTURINO

I cinturini differiscono secondo le versioni. Sono disponibili:

  • quattro versioni in pelle
  • una versione in pelle di vitello
  • Due versioni in maglia Milano

La fibbia ad ardiglione è in acciaio e assolutamente semplice nello stile.

IL CUORE JUNGHANS CHRONOSCOPE: LA CARICA MANUALE

Il movimento all’interno di questo orologio a carica automatica è lo Junghans J880.2 di derivazione ETA 7750 Valjoux, un chrono con una riserva di carica di 48h, 28.800 alternanze/ora e 25 rubini.

Dotato di sistema antiurto Incabloc, è un movimento di sicura affidabilità, montato su orologi blasonati con fascia di prezzo superiore.

CONCLUSIONI

Max Bill Chronoscope

Di certo il design, seppur minimal, è davvero molto interessante; puoi amarlo assolutamente od odiarlo totalmente.

Avrei di certo preferito la presenza dei secondi continui e la possibilità di avere lo stesso design con la finestrella del giorno in tutte le versioni; anche la fibbia del cinturino mi genera qualche perplessità.

Secondo un mio giudizio personale, ha uno stile che mi piace ma la domanda principale da porre è: “Lo comprerei?” La risposta per me è nì, farei decidere il prezzo. Il costo di listino è di circa 1900€ (dipende poi dalle versioni) e di sicuro lo acquisterei se fosse più basso; spesso si trovano dei prezzi interessanti: QUI la versione con quadrante bianco e maglia Milano; QUI la versione con quadrante nero e cinturino marrone; QUI la versione con quadrante nero e cinturino nero.

Lascia un commento