IL FIELD WATCH

Field watches, letteralmente orologi da campo, segnatempo ispirati dallo stile militare ma soprattutto progettati durante la Seconda Guerra Mondiale e messi a disposizione dei soldati perché avevano una caratteristica ben determinata, oltre a quella di avere sempre sott’occhio l’ora, ovvero l’ottima leggibilità del quadrante. Leggibilità evidenziata da un alto contrasto; fondo nero e numeri bianchi o fondo bianco e numeri neri.

Tempo addietro la Prima Guerra Mondiali, gli orologi da polso erano prerogativa delle donne quale accessorio estetico.

L’impossibilità, o comunque il rischio di estrarre l’orologio da tasca da parte dei soldati in guerra rese necessario l’utilizzo di questo tipo di orologi che dovevano comunque soddisfare certe caratteristiche, soprattutto a livello di precisione cronometrica.

Ai giorni nostri, complici gli smartphone o i fashion watches, questo tipo di orologi non sono stati molto considerati; tuttavia, stanno trovando le luci della ribalta da qualche anno a questa parte.

Field Watch A-11

Forse il field watch più famoso che conosciamo è quello di Hamilton, il Kakhi Field. In questo campo però, soprattutto a un costo più basso, anche Bulova ha voluto dire la sua e, quello di cui parleremo in questo articolo è proprio l’Hack Watch, ispirato all’originale orologio da guerra A-11.

CARATTERISTICHE DELL’HACK WATCH

Hack Watch

Dal punto di vista del design, ci troviamo di fronte alla classica forma da field watch, senza eccedere nelle finiture. Una cassa in acciaio inossidabile dal colore brunito delle dimensioni di 38 mm di diametro e ben 13 mm di spessore. Nessuna particolare finitura da sottolineare se non la presenza della lunetta bombata all’interno della quale troviamo un semplice vetro minerale, forse l’unico dettaglio che mi lascia perplesso in quanto orologio militare ma al suo prezzo di vendita non credo avrebbe potuto essere diversamente.

Trovo molto ben fatta invece la corona di carica a ore tre, dalla grande dimensione, tipica da field watch e con il logo del diapason inciso.

Hack Watch

Il fondello è a vite ma nonostante questo, è l’elemento che trovo più brutto in quanto si presenta in acciaio ma di un colore diverso dal brunito della cassa e senza alcun vezzo estetico se non una piccola incisione del marchio Bulova; meno male che è coperto in parte dal cinturino. Un ottimo NATO in pelle martellata di colore verde militare tendente quasi al marrone; molto morbido anche al tatto che passa proprio sotto al fondello coprendolo in parte.

Hack Watch

Essendo un orologio da campo, la parte principale è riservata al quadrante. Dalle forme molto pulite, si compone di un giro delle ore, con numeri arabi interamente ricoperti da materiale luminescente, proprio all’interno del rehaut della minuteria. Sulla parte più interna troviamo anche un giro delle 24 ore di colore rosso sempre fatto di numeri arabi. 

Le sfere sono del tipo Spade/Pointer, diverse dal modello cui traggono ispirazione e secondo me, non molto azzeccate; le avrei preferite senza dubbio a bastone pointer.

IL MOVIMENTO

Cosa spinge le lancette di questo Hack Watch è un calibro di Miyota, azienda che come Bulova appartiene a Citizen, il movimento automatico 82S0.

Questo può contare su 21 rubini e un numero di alternanze l’ora di 21.600 mentre la riserva di carica è di circa 42 ore.

La cosa interessante è che, pur essendo un calibro di base, può contare sul fermo macchina (essendo un orologio militare non avrebbe potuto essere diversamente); inoltre, ha la possibilità di essere caricato manualmente.

Lo scarto dichiarato dalla casa è di -20/+40 secondi al giorno ma confido nella presenza di calibri più affidabili in termini di precisione oraria.

CONCLUSIONI SULL’HACK WATCH

Alla fine, nonostante alcune lacune e alcune cose da migliorare su questo field watch, credo che la spesa sia abbastanza ripagata con questo orologio di casa Bulova.

Tra le lacune dell’Hack Watch sicuramente il vetro minerale non è proprio l’ideale per un segnatempo “militare”, inoltre a me non piacciono le sfere utilizzate (ma è un mio giudizio personale). Altra carenza, parzialmente camuffata dal cinturino di ottima qualità, è il fondello dal colore diverso rispetto alla cassa e abbastanza anonimo a mio avviso.

Per il resto, mi piace molto la misura scelta di 38 mm e il colore brunito predominante; apprezzo tantissimo il cinturino NATO dalla pelle martellata e morbidissima.

Se penso al prezzo di listino di 299 euro, potrei anche passare sopra alcune lacune.

Il mio giudizio finale è “approvato con riserva”.

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