Daniel Wellington: per me no, grazie

CINTURINI NATO E DANIEL WELLINGTON.

Daniel Wellington e cinturini NATO

Per molti è considerato un brand di moda, che detta le tendenze del momento e con un prezzo accessibile. Di certo il marketing che ha condotto, lo ha fatto in maniera davvero egregia. L’approccio degli influencer e la scelta dei cinturini NATO hanno reso popolare Daniel Wellington.

Nato da un’idea del suo fondatore, Filip Tysander, che durante un viaggio, conobbe un gentiluomo inglese dallo stile inappuntabile e dalla passione per i cinturini NATO su orologi vintage; ovviamente il suo nome era Daniel Wellington.

Cosi nasce un orologio dallo stile minimalista, con la possibilità di cambiare i diversi cinturini NATO in tessuto, ai quali si aggiungono successivamente quelli in pelle, in maglia Milano e oggi anche in acciaio. Tutto il marketing si concentra sui giovani, sui social e gli influencer, una spesa pubblicitaria che potrebbe apparire davvero enorme ma non è come sembra, e vedremo presto il perché.

CARATTERISTICHE TECNICHE…POVERE

Cassa Daniel Wellington

Come si presenta questo orologio?

Il design è minimalista, tipico riferimento alla scuola Bauhaus di grandi come Le Corbusier, Paul Klee, Vasilij Kandinskije e Max Bill per citarne alcuni. La cassa, eccezion fatta per le versioni con cinturino in acciaio, è cosi leggera che sembra quasi plastica; lo spessore è di 6mm e dal suo fianco si mostra una corona dalle dimensioni davvero ridotte.

Fondello Daniel Wellington

Il vetro è minerale ma di tipo economico e fa dubitare seriamente della sua resistenza ai graffi. Il fondello è a pressione e sottodimensionato rispetto alla larghezza della cassa per contenere il suo movimento al quarzo giapponese Miyota, anch’esso sottodimensionato e dal valore davvero economico; si trovano facilmente in commercio movimenti al quarzo Miyota della serie slim anche a 7,50€ al pubblico retail. Il quadrante della cassa non aggiunge alcunché al valore dell’orologio: stampa semplice ed economica e indici applicati. Non è presente alcun tipo di luminescenza e questa mancanza lo rende, come è ovvio che sia, di difficile lettura al buio ma è un dettaglio che nello stile dei dress watch ci può stare.

PERCHÉ NON LO COMPREREI?

Partiamo dal presupposto che ognuno è libero di spendere i propri soldi come meglio crede e che le mie sono considerazioni puramente personali, il motivo per cui non comprerei questo tipo di orologio è dato da tre motivi:

  1. Il prezzo di vendita non rispecchia assolutamente il valore reale dell’orologio; con un range di costo che oscilla tra 159€ e 189€, si trovano valide alternative più economiche e pregiate.
  2. Il suo design, carino e minimalista, viene descritto sul sito come se fosse ideato dal suo fondatore ma dubito fortemente che sia così perché la sua produzione avviene in Cina per mezzo di un’azienda che realizza diversi design di orologi tra cui quello del Daniel Wellington.
  3. Il vero prodotto non è l’orologio ma il marketing stesso, per il quale vanno i miei più sinceri complimenti. Aver realizzato una campagna cosi martellante denota la capacità imprenditoriale di Tysander.

DESCRIVIAMO I MOTIVI

Parlando del primo motivo, gli orologi di miglior fattura a cui mi riferisco sono: Orient Bambino con movimento automatico, qualsiasi tipo di Seiko 5 con movimento automatico, Bulova Aerojet al quarzo oppure Ingersoll Regent Automatic.

Con riferimento al secondo motivo, il produttore degli orologi Daniel Wellington è l’azienda cinese Shenzen AIBI Trading Co. che, oltre ad avere il proprio sito internet con tanto di pubblicità sulle aziende che acquistano da loro, hanno pure una pagina dedicata su Alibaba con prezzi esposti e la possibilità di richiedere preventivi. Il valore di un orologio Daniel Wellington è di circa 14€.

Alibaba Sito Shenzen Aibi Trading

Ecco perché in apertura dicevo che il marketing può sembrare costoso ma che effettivamente non lo è, perché regalare orologi Daniel Wellington con cinturini NATO da 14€ a centinaia di influencer non pesa considerevolmente sulle finanze dell’azienda che a oggi fattura milioni di euro. Per riallacciarmi al terzo motivo, vale più l’azienda in quanto brand che il suo stesso prodotto. Non posso che fare i complimenti al suo ideatore in quanto stratega del marketing dall’intuito sopraffino ma dal mio punto di vista, il prodotto non vale i soldi a cui viene venduto.

Lascia un commento