L’ISPIRAZIONE E LO STILE

Cap Camarat Automatic è il nome di questo orologio della Maison Michel Herbelin, un’azienda francese nata nel 1947 a Charquemont, culla dell’orologeria di Francia, nel cuore del Massiccio della Giura, che segna il confine tra la Francia e la Svizzera.

Cap Camarat Automatic

Proprio qui Michel Herbelin aprì il suo primo laboratorio di orologeria, dopo i suoi studi da mastro orologiaio e il lavoro in una fabbrica di orologi, all’ultimo piano della casa dei suoi genitori all’età di 26 anni.

é negli anni Ottanta che l’estro creativo della Maison compie un balzo in avanti grazie anche alla passione dei due figli Jean-Claude e Pierre-Michel e alla continuità nell’offerta della Maison grazie al supporto dei tre nipoti.

Giunta ai giorni nostri, la Casa può contare su una buona disponibilità di orologi in collezione, compreso quello di cui parleremo qui, il Cap Camarat.

Questo modello si ispira, anche per il nome, al bellissimo promontorio della Costa Azzurra, il Cap Camarat appunto, abbellito da un faro, il secondo più alto di Francia; una meravigliosa scena che regala la Provenza.

La realizzazione di questo pezzo di orologeria è ispirato dal mare e dalla nautica e il nome di questo orologio è anche quello di una bellissima barca prodotta da Jeanneau.

IL DESIGN E LE CARATTERISTICHE

Tipico design degli anni Settanta, dalle linee caratteristiche di quello che potrebbe essere interpretato come un Gérald Genta style, tuttavia ha una personalità che vive di luce propria, dal bracciale alle viti sulla lunetta.

È facile fare questi paragoni quando si parla di orologi con bracciale integrato e personalmente, non credo che il trarre ispirazione da qualcuno o qualcosa sia di per sé negativo, anzi; anche in altri ambienti si ricerca una continua ispirazione che può portare a veri e propri capolavori, come nella musica, nella poesia e nell’arte in generale; il mondo dell’orologeria non è da meno.

Cap Camarat Automatic

LA CASSA E IL BRACCIALE

La cassa del Cap Camarat Automatic è in acciaio spazzolato verticalmente, impreziosita da bisellature lucide sugli spigoli e la sua forma è esagonale. Per quanto riguarda le misure, parliamo di un diametro di 40,50 mm e uno spessore di soli 10,35 mm

Cap Camarat Automatic

A sovrastare la cassa, troviamo la lunetta, anch’essa in acciaio spazzolato e fissata sulla carrure da 6 viti; è perfettamente rotonda e spezza il gioco geometrico che offre l’esagono. All’interno della lunetta è collocato il vetro zaffiro, lievemente bombato.

Una vera cura dei dettagli da parte dei designer, che sono riusciti a focalizzare la propria attenzione sulla combinazione di forme tondeggianti, di lunetta e vetro, e squadrate della cassa.

A ore 3, sporge la corona con il logo della Maison inciso e protetta dalle spallette in acciaio lucido; anche in questo caso si è optato per delle forme tondeggianti.

Il fondello invece è fissato da sei viti e mostra il movimento grazie a un vetro centrale zaffiro. L’impermeabilità dichiarata dalla casa è di 100 metri.

fondello Cap Camarat Automatic

Ma passiamo al bracciale, vero segno distintivo di originalità; ha una lavorazione satinata come quella della cassa e si caratterizzano per una struttura a maglie larghe, a tre file. La larghezza delle maglie mi fa scaturire tuttavia qualche perplessità sulla comodità di regolazione della sua misura in quanto la clasp, a doppia deployante, non consente alcuna microregolazione; tuttavia apprezzo davvero tanto la chiusura del bracciale che si confonde tra le maglie e ne adotta lo stesso stile.

IL QUADRANTE DEL CAP CAMARAT AUTOMATIC

Dal punto di vista estetico c’è solo da fare i complimenti alla Maison per il quadrante, di un colore blu intenso, degradé, che sembra cangiante con la luce del sole. Una lavorazione a righe orizzontali che conferisce una certa tridimensionalità, a detta della casa riprende il motivo a strisce solito dei marinai (ricordiamoci che l’orologio si ispira alla nautica). Sulla parte esterna è presente il rehaut con la scali di minuti/secondi mentre a ore 12 e 6 troviamo rispettivamente il logo del marchio e la dicitura “Automatique” stampati. Sempre a ore 6 notiamo la finestra data che sacrifica il relativo indice. Le sfere sono rettangolari e sfaccettate e richiamano gli indici applicati; quest’ultimi, assieme alle lancette, sono riempiti di materiale luminescente.

Un bel quadrante dalla texture semplice ma di notevole effetto.

IL MOVIMENTO

All’interno della cassa, il movimento è un Sellita SW200-1, un ottimo Swiss made dalle prestazioni garantite e dalla sicura affidabilità. Ha 26 rubini, 28.800 A/h e una riserva di carica di 38 ore. Nel caso di questo orologio, il rotore è personalizzato con la dicitura Michel Herbelin colore oro; una scelta, quella della massa oscillante personalizzata, che apprezzo sempre nei movimenti a vista.

Sellita SW200

CONCLUSIONI

Un orologio dalla chiara vocazione anni Settanta, per il quale la Maison tiene fortemente a comunicare che è stato progettato, assemblato, regolato e ispezionato interamente nei laboratori dell’azienda in Francia.

La cosa che mi stupisce favorevolmente è il prezzo a cui viene proposto, ovvero 790€. Un prezzo che rispecchia fortemente le qualità e caratteristiche di questo segnatempo.

Personalmente ho un debole per questo genere di orologi e Michel Herbelin, secondo me, ha saputo mixare le giuste dosi di originalità e d’impostazione storica, riuscendo a dar vita al Cap Camarat Automatic, un orologio dal carattere sportivo da indossare nelle lunghe passeggiate in riviera.

Cap Camarat Automatic

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